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Un nuovo progetto: “Mom too Soon”

Tutto ha avuto inizio nel settembre del 2016 mentre tornavo a Bruxelles da Colonia dopo aver visitato il Photokina.
Tra i passeggeri del BlaBlaCar che avevo offerto c’era una ragazza che doveva prendere un volo dall’aeroporto di Zaventem (Bruxelles), allora le ho chiesto: “Dove vai?”, “Ecuador” mi ha risposto lei e subito ho pensato a mio fratello Angelo Bruno che vive lì ormai da un po’ con la sua famiglia.

Immaginavo si stesse recando in Ecuador per una vacanza, infatti è da lì che si arriva alle Isole Galapagos, ma non era quello il motivo del suo viaggio. Mi disse di essere una volontaria per una ONG che porta avanti un progetto per la tutela delle madri adolescenti vittime di abusi.

Ero scioccato. Ero così immerso nei temi della guerra e della migrazione di cui sentiamo parlare ogni giorno in tv che la mia testa non riusciva a realizzare quanto aveva appena sentito. Il mio primo pensiero è stato di domandare a mio fratello se il tema fosse davvero così drammatico come mi era stato detto.

Purtroppo  ho scoperto che era molto più grave di quanto potessi immaginare.

La World Health Organization stima che 16 milioni di ragazze in età adolescenziale affrontano una gravidanza indesiderata ogni anno, il 95% di queste gravidanze avviene in paesi in via di sviluppo. Una gravidanza nell’età compresa tra 15 e 19 anni presenta rischi due volte maggiori rispetto ad una gravidanza dopo il ventesimo anno di età. I rischi diventano cinque volte maggiori per le mamme tra i 10 e i 14 anni di età. La quasi totalità di queste gravidanze è frutto di abusi sessuali, spesso famigliari.

Mom too Soon nasce con l’intento di raccontare attraverso la fotografia le storie di quelle giovani madri, del loro coraggio e della forza con cui combattono ogni giorno lontane dalle luci e dall’eco dei media.

Sapevo che da solo non ce l’avrei fatta però, quindi iniziai a cercare un partner che avesse la forza di portare in superficie questa storia che altrimenti sarebbe rimasta nell’anonimato. E di nuovo, per una casualità, una sera incontro Antonio Amendola, una persona gentile e simpatica che poi si rivelò essere il fondatore di Shoot 4 Change.

Vi parlerò di Shoot 4 Change, degli altri partner e dei dettagli del progetto nei prossimi giorni su questo blog.

Fate un passaggio anche sulla mia pagina Facebook, posterò foto e aggiornamenti anche lì.

 

Alla prossima,

Max

 

 

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